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La verità sull’importanza della legnaia a casa mia

Taglia, carica, trasporta, spacca e sistema sono azioni divenute una routine nella nostra vita qui in Svezia.

Se penso al fatto che io sia nata in una città nel nord d’Italia la cosa potrebbe sembrare buffa. In verità io ricordo ancora il fascino della stufetta a carbone che utilizzavamo nelle lunghe giornate invernali. Mia mamma nelle giornate più fredde mi faceva abbrustolire una manciata di castagne e per me era qualcosa di magico sentire il tepore del caldo e il profumo di castagne calde diffondersi per casa.

Oggi la legna è diventata parte integrante della mia routine, una routine che ho scelto consapevolmente e che al momento mi fa avvicinare alla vita semplice che da tempo auspicavo di vivere. La legnaia fino a quando deciderò di utilizzare la legna per scaldare la casa è uno spazio essenziale per noi. Non soltanto ci permette di accatastare la legna tagliata ma di permette di lasciarle il tempo per asciugarsi prima di essere usata non prima di uno o due anni dopo.

Capite bene che è importante saper sistemare bene tutte le scorte di legna anche se vorrei prima o poi riuscire a cimentarmi nel sistemare la legna come fanno molti svedesi. Questo modo di sistemare la legna in modo circolare sfrutta appieno l’esposizione diretta del sole e permette di accelerare il processo di stagionatura della legna. Sebbene sembri facile io ho sempre rimandato l’esperimento preferendo conservare lontana dalla pioggia e dalla neve la maggior parte della legna… ma non escludo di realizzare qualcosa di più piccolo in un prossimo futuro nel caso in cui non riuscissi a stipare tutto nella legnaia. Ogni anno con l’esperienza è cambiato il modo di accatastare la legna di dividerla in diverse zone, tutte cose imparate con l’esperienza.

Anche posizionare i tronchi in modo che non possano cadere all’improvviso è avvenuto con l’esperienza e con i tentativi di migliorarsi sempre. Sono tutte cose che seppur faticose sono contenta di condividere con i miei figli perché so che in un futuro anche decidessero di vivere in città in qualche modo faranno tesoro delle loro esperienze qui.

La cosa triste è che pur vivendo in un posto freddo non ci sia la ben che minima presenza di piante di castagne ma solo castagne matte. Ma si può?! Cosa che io spero di cambiare nei prossimi anni con le mie giovani piantine di castagne che spero presto di piantare in giardino. Per il loro primo inverno resteranno in una zona protetta. Ma confido che tra qualche anno potrei riuscire a raccogliere una manciata di castagne e farle abbrustolire sulla mia stufetta a legna e tornare bambina.

Voi che dite?

A presto,

Antonella 

 

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