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Ma ne vale davvero la pena?

Rieccomi dopo la mia lunga assenza dal blog, dal sito, dai social, da tutto il mondo online. Perché quest’anno ho deciso che avrei avuto un’estate off-line. Un vero e proprio suicidio per chi come me ha una attività estiva dispersa nel bosco. Ma avevo davvero bisogno di tirare le fila su di me, il mio lavoro, la mia vita.

Avevo bisogno di riordinare le idee e sapevo che con una connessione costante non ci sarei riuscita. Mi sono concessa il tempo di pensare senza distrazioni futili e la cosa ha fatto bene sia a me che ai miei figli che si sono rimpossessati del tempo reale.

A volte sconsolata mi chiedo seriamente se ne valga la pena di tutta questa fatica. Delle ore a strappare, a tagliare, a pulire e a scavare che alla sera non ne puoi proprio più e tutta dolorante ti ripeti che questo sarà il prossimo anno e poi basta. Anche quest’anno qui a casa avevo annunciato che questa stagione estiva forse sarebbe stata l’ultima e che chiedevo a tutti un ultimo sforzo.

Sono andata a Rockesholm30a con l’intento di godermi la casa e di rincontrare i miei clienti.
Sono onesta: quest’anno non avevo grandi aspettative di avere molti clienti. Ero consapevole che non portando con me la connessione continua non avrei né pubblicato né pubblicizzato nulla (a parte 2 post programmati nelle prime 2 settimane), che riducendo i giorni di apertura e posizionato solo 2 cartelli sulla strada principale e 2 piccini all’imbocco della mia stradina non avevo molte speranze di avere una bella stagione.

Mi sono detta quest’anno mi riposo…e invece…

Ero già partita per Rockesholm30a già stanca per i lavori di rinnovo/ristrutturazione e sono rientrata distrutta non tanto dal lavoro della caffetteria vero e proprio nonostante gestisca tutto io (io preparo, impasto, cucino, servo, pulisco) ma per i lavori di manutenzione del giardino:  delle dimensioni di un parco che confina con il bosco. E qui ma in generale in tutta la Svezia la natura ci mette poco tempo a prendere il sopravvento.

Perché io nelle cose nel bene e nel male ci metto anima e corpo arrivando a volte un pò troppo vicini al limite.

Mentre in casa tutto era fortunatamente in ordine il giardino urlava vendetta per averlo abbandonato per settimane. Nonostante il maritino si sia sobbarcato anche di tagliare l’erba qui al Little Cottage durante la mia assenza, la zona del giardino che avevo con fatica iniziato a sistemare per creare un posto in cui poter pranzare l’anno prossimo e in cui avevo inserito della aiuole per fragole… beh e come se non l’avessi mai fatto. Sono punto e a capo.

Vi ricordate quelle micro piantine di fragole trovate qua e la in giardino? ora capite gli effetti di quando la natura prende il sopravvento di cui vi parlavo.

Quindi è inevitabile chiedersi: ma ne vale davvero la pena?

Se me lo aveste chiesto prima di partire la mia risposta sarebbe stata : decisamente no. Un NO secco. Aprire quest’anno con la consapevolezza della fatica che avrei fatto aveva un tocco di masochismo.

Se me lo aveste chiesto mentre sistemavo e inscatolavo per il nostro rientro al Little Cottage vi avrei risposto con un “NI”.

Se me chiedeste ora, a pochi giorni dal mio rientro in cui sono ancora circondata in casa da scatole contenenti attrezzature e materiali vari ma in cui riesco anche a ricordare la gioia di aver rincontrato alcuni dei miei clienti più affezionati che aspettavano la mia riapertura o alla delusione manifestata per non essere riusciti a venire anche quest’anno (perché alcuni arrivano da zone lontane come Stockholm, Uppsala, per decidere di fare una semplice mangiata) mi fa dire: ASSOLUTAMENTE SI!

Ancora si ricordano e parlano dei miei piatti che hanno gustato da me le volte precedenti. La mia vellutata di verdure è rimasta impressa tanto quanto i miei “cerchi” con crema pasticciera e frutti di bosco raccolti qui in giardino o della mia panna cotta che spesso viene ordinata ben due volte nello stesso cliente.

Ormai di alcuni di loro conosco i gusti e abitudini e loro ormai sanno che all’occorrenza cucino piatti improvvisati con gli ingredienti freschi a disposizione per chi ha gusti particolari. Ormai sanno che qui è come essere invitati a casa di un amico: non c’è un menù fisso per diversi giorni (e questo destabilizza molto gli svedesi) ma che a Rockesholm30a nonostante ci sia una pianificazione nell’acquisto degli ingredienti freschi c’è ampio spazio all’improvvisazione. Per cui se so che il giorno dopo pioverà tutto il giorno oltre al piatto del giorno prestabilito quasi sicuramente quando varcherete la porta del caffè sentirete profumo di zuppa o della mia famosa vellutata!

Perché non c’è soddisfazione più grande per me vedere i piatti puliti dopo un’accurata scarpetta o le righe formate dal cucchiaino nell’intento di gustare fino in fondo la glassa al cioccolato.

Anche se poi devo combattere contro erbacce alte più alte di me, in un giardino che sembra essere sempre infinito a dispetto delle mie energie… ma poi basta un avvistamento furtivo di un alce o un capriolo in giardino, una manciata di frutti di bosco, e mi faccio intenerire.

E la vostra estate come è stata? Più riposante, spero.

A presto,

Antonella 

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