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Ma guarda cosa c’è qui?

Sapevo che strappare erbacce a mano prima o poi avrebbe continuato a dati i suoi frutti. La mia propensione a comportarmi come un Don Chisciotte, in un giardino che non perde occasione di beffarsi di me, mi avrebbe ripagato, prima o poi.

Utilizzare un decespugliatore avrebbe velocizzato e risolto molti dei problemi ma in compenso non avrei potuto scoprire i miei piccoli tesori. No, non mi riferisco alla mia semi discarica che ho completamente disseppellito al lato della legnaia. Di quella ne avrei fatto a meno e se avessi potuto avrei utilizzato un trattore. Vi siete persi questa chicca? Potete rivederla qui.

Se non avessi passeggiato e passeggiato senza meta apparente in giardino non mi sarei accorta delle piccole piantine che cercavano di farsi strada tra enormi erbacce. Non riuscivo a capacitarmi come potessi avere solo un giardino di sola erba, cipressi, rose selvatiche di uno strano bambù (in Svezia??) e due enormi piante: una di castagne matte (ma che per davvero?) e una immensa e sconfinata di quercia. La casa in cui abbiamo deciso di trasferirci dopo meno di 2 anni fa era stata a lungo disabitata prima del nostro arrivo ma non riuscivo a credere come si potesse avere un giardino “sterile” rispetto a quello della vecchia scuola. E invece…

Chi mi conosce sa da tempo la mia fatica a far crescere e sopravvivere alcune piantine non tipicamente Svedesi. Avere una pianta di castagne, una pianta di nocciole, un fico e un vite sarebbe una fonte di gioia anche in un’ipotetica e futura serra in giardino. Ma quando l’anno scorso trovai due piante tutte storpie di amarene, o quest’anno tra l’erba tante piccolissime e microscopiche piantine di fragole che al primo taglio dell’erba sarebbero andate perdute, non potevo essere più felice.

Ora ho una zona tutta di fragoline di bosco tutta da ammirare e da assaporare. Le potete vedere qui..

Proprio durante l’ultimo fine settimana durante una breve pausa per riprendere fiato dalla nostra routine in giardino di queste settimane, stavo mostrando a Paolo i lavori che progettavo di fare nelle prossime settimane in una zona del giardino un pò appartata.

Parlavo di quanto mi sarebbe piaciuto creare un a zona speciale sfoltendo un pò il groviglio di piante per poi lasciarne solo alcune. Finché non abbiamo visto lei, anzi loro. Non una piccola pianta di nocciole ma un gruppo intrecciato di piccoli tronchi che alla ricerca di un pò di sole si erano allungati per diversi metri assumendo l’aspetto filiforme.

Ero incredula, che per tutto questo tempo loro erano lì che mi aspettavano. Di questo ne sono certa, non potrebbe essere diversamente.

L’anno scorso proprio in questa zona avevo fatto una prima pulizia da rovi e ortiche pulendo ogni tronco o gruppetto di rami per verificare successivamente cosa tenere e cosa tagliare. Francamente con tutto il da farsi, il tempo di stare in giardino con il naso all’insù non c’è l’ho mai avuto e io fin ora no mi ero accorta di nulla.

Ora non faccio che pensare a ricette con le nocciole e a quando sarà il primo raccolto.

Sarà fine settembre qui in Svezia??

Voi che dite? Staremo a vedere!

A presto,

Antonella 

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