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Primavera dove sei?

Aspetto la primavera a maggio. Aspetto mentre fuori piove silenziosamente come se anche la pioggia si vergognasse di queste giornate ancora così fredde anche per la Svezia. Aspetto mentre la caldaia a legna lavora ancora e ancora mentre la teiera sulla stufetta in ghisa borbotta più del solito perché il tè caldo ancora non è stato sostituito da bevande più fresche.

Abbiamo avuto un inverno non particolarmente rigido e il tempo ha pensato bene di pareggiare i conti col farci attendere la primavera più del dovuto. Ormai siamo a maggio e io aspetto.

La primavera sembra sempre il momento in cui la tua vita riprende.

Le attività e gli impegni sembrano spingerci in direzioni diverse ma è importante pianificarle con attenzione, senza strafare perché la primavera in Svezia spesso è lunga come un soffio.

Nonostante tutto la voglia di entrare in modalità primavera è molta anche in Svezia ed è per questo motivo che ho deciso di iniziare con alcune delle attività che mi permettessero di proseguire con alcuni progetti in giardino.

Quest’anno ho deciso di allargare la mia zona orto costruendo altri contenitori con del legno riciclato che presto ospiteranno le giovani piantine che per il momento crescono grazie a una lampada per piante e una struttura creata riciclando un vecchio stendino che permette alla lampada di illuminare tutte le piantine.

Abbiamo rifatto il tetto del garage e siamo riusciti a terminare l’isolamento esterno poco prima che una improvvisa nevicata e un forte vento freddo ci cogliessero qualche settimana fa. Ora il materiale per completarlo aspetta che il tempo migliori perché ho rischiato di ammalarmi sotto la bufera mentre inchiodavo gli ultimi chiodi con le mani congelate e fin quando le temperature non miglioreranno non ho intenzione di risalire sul tetto.

In attesa delle temperature primaverili per poter fare dei lavori fuori in giardino mi sto occupando di fare pulizie dentro i nostri sgabuzzini al piano di sopra. E’ incredibile la quantità di oggetti stipati lì inutilmente a togliere spazio. E il fatto che si arrivi a fatica in fondo allo sgabuzzino perché sono piccoli non è una giustificazione. Così ho iniziato un pò tutti i giorni senza sentirmi sopraffatta e no, non sto usando il metodo Marie Kondo. Ho deciso proprio perché non volevo occuparmene in modo intensivo di iniziare a fare solo una cernita di tutto ciò di cui volevo liberamene. Ogni giorno controllo in un cassetto o in uno scatolone per togliere solo ciò che non serve più lasciando a dopo una eventuale cernita. Sono consapevole che in questo modo allungherò i tempi del riordine ma così facendo evito di sentirmi sopraffatta se per qualche giorno non me ne posso occupare senza dover scalare cumuli di oggetti in attesa di essere suddivisi. Non ho bisogno del metodo Marie Kondo per sapere che ho tanti, troppi oggetti, ne sono già consapevole anche senza cumoli.

Così facendo con questo metodo sicuramente più lungo ma più soft mi sono accorta che sto già creando spazio e buttare subito ciò che è per me inutilizzabile è già fonte di stress. Per chi come me che si vanta di riciclare l’impensabile sa che ogni oggetto potrebbe tornare utile prima o poi. Meglio procedere a piccoli passi anche perché se all’improvviso arrivasse la primavera sarebbe terribile decidere di dover prima riordinare tutto per potersi godere del bel tempo, non trovate?

A presto,

Antonella

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