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Tettoia completata

E anche questa voce si può spuntare dall’elenco delle cose da rinnovare qui a casa. Ora posso tranquillamente evitare di scrutare il cielo in continuazione e guardare le previsioni del tempo sperando che non piova. Ora l’unica cosa che continuo a pensare è: Hurrà Hurrà!

Stanchi e distrutti dopo 3 fine settimana intensi siamo riusciti a risolvere il problema della tettoia. Ora il collaudo ufficiale lo avremo con la prossima pioggia ma sono fiduciosa. Anche perché io nel sottotetto (la mia postazione durante questi lavori) non ho intenzione di risalirci più. 

Oggi posso dire di essere felicissima di aver finito, settimana scorsa ero disperata. La situazione era più complicata di quanto immaginavamo e li lo sconforto ha prevalso. Pensavamo a una infiltrazione concentrata in una zona della tettoia ma poi smonta qua, togli là mio marito è rimasto in bilico solo su un muro portante e la tettoia completamente demolita. Se lo avessi immaginato col cavolo sarei salita su! (scusate ma quando ci vuole, ci vuole). Quando poi dovevo tenere il maritino a testa all’ingiù anche se imbracato con le corde anti caduta vi lascio immaginare il mio terrore.

Quindi mi perdonerete se non ho avuto la testa di fare molte foto soprattutto nei momenti critici ma poi dovevo documentare in qualche modo. Nella mia classifica – delle cose pericolose che bisognerebbe evitare di fare – questa balza subito sul podio. 

Mi è rimasto solo il dubbio che conoscendolo abbia cercato di sminuire l’entità del problema perché sapeva che altrimenti non lo avrei mai aiutato e da solo ci avrebbe rinunciato.

Le foto mi serviranno a documentare questi momenti, gli imprevisti quando il maritino cercherà di convincermi di quanto sia facile ora rifare tutto il tetto e completare alcuni particolari decisamente trascurabili che possono essere completati solo quando affronteremo il resto del tetto. Perché lui ha già incominciato la sua sottile tattica di convincimento.

Quella che Paolo “prevedeva” sarebbe stata una riparazione si è trasformata in un completa demolizione e ricostruzione con tanto di nuova grondaia che prima non so perché non c’era. Montare la grondaia e verificare con delle brocche d’acqua che fosse montata alla giusta pendenza non è stato facile. Anche far passare tutti i materiali dalla piccola botola non è stato facile e noi due non ci saremmo riusciti senza l’aiuto dei ragazzi che ci tenevano la scale ogni volta che siamo saliti e scesi dal solaio o che ci passavano materiali nuovi o che accatastavano quelli vecchi senza farci scendere ogni volta. Per non parlare delle interruzioni dovute dal dover andare a comprare materiali nuovi e rivedere il progetto iniziale, cosa che noi dovevamo fare esclusivamente nei fine settimana.

Riparare un tetto in Svezia prevede tecniche e materiali diversi da una qualsiasi abitazione italiana per non parlare della ricostruzione. Per fortuna aver studiato tutorial, la nostra piccola esperienza e un pizzico di fortuna siamo riusciti a completare. Non oso immaginare di ritrovarmi con la tettoia completamente scoperchiata alla prima pioggia. Per fortuna sotto quella tettoia c’erano le scale interne e il bagno ma sono sicura che in qualche modo avremmo fatto. Come sempre.

A volte penso che ci siano capitate delle cose degne di essere scritte in un libro, anzi un bel manuale delle cose avrei potuto fare invece di fare i carpentieri improvvisati. Anche se devo dire che noi nella maggior parte delle volte non solo siamo stati bravi ma io ne sono orgogliosa del risultato. Probabilmente se avessimo fatto dei disastri dopo 1 o 2 tentativi ci saremmo rassegnati. O forse no. Chi lo sa. 

A presto,

Antonella 

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