Type and press Enter.

Vista dal tetto

Di nuovo lunedì. Uno di quelli in cui mi riprendo dai fine settimana che per noi a casa significa intensificare le attività. Se per la maggior parte delle famiglie il fine settimana significa godersi, giustamente, un pò di tranquillità per noi è spesso occasione di attività fisiche impegnative che non hanno nulla a che fare con lo sport.

Da tempo vorremmo rinnovare il bagno ma siamo consapevoli che non potremo iniziare fino a quando non avremo risolto l’infiltrazione dal tetto. Così ancora oggi mi ritrovo ancora a non avere cambiato nulla in questa stanza e a chiedermi ogni volta che ci entro a come possa venire in mente di mettere la carta da parati alle pareti. E non una semplice tappezzeria ma di un blu cobalto di quelle che non passano di certo inosservate. Strano accostamento – la tappezzeria e le piccole piastrelle bianche – anche loro ormai datate.

Ma questo fine settimana abbiamo iniziato a sistemare la piccola tettoia colpevole dell’infiltrazione. Sapevamo il problema perché Paolo aveva fatto un sopralluogo e avevamo comperato già buona parte del materiale che ci sarebbe servito ma rimandavamo. Lui perché riteneva che ci fossero cose più urgenti e non tempo a sufficienza, io per paura. Non amo le altezza e l’idea di avere il marito sul tetto imbragato come un arrosto non mi tranquillizzava quando poi mi aveva annunciato che sarei dovuta salire anche io nel sottotetto… apriti cielo.

Io che mesi fa non ero riuscita a salire su una scala per più di pochi pioli per bloccare il lato di una lamiera sganciata dal tetto della legnaia con i ragazzi che ridevano mentre mi tenevano la scala. La loro mamma folle che era salita in passato su cataste di mobile per imbiancare la sala della caffetteria della vecchia scuola ora non riusciva ad alzarsi da terra per più poche decine di cm. Quella volta avevo aspettato il rientro nel fine settimana di Paolo che in pochi minuti aveva risolto tutto.

Ora era diverso. Avrei dovuto salire in un caldo e bassissimo sottotetto e aiutare dalla botola a far passare attrezzi, materiali demoliti e a “tenere” la corda. La cosa che più mi faceva paura era rilasciare e tirare la corda per guidarlo nei movimenti sedendomi a terra e puntellando le gambe nei passaggi più critici. Io della trave alla quale avevamo ancorato tutto in sicurezza non mi fidavo del tutto. Dovevo pensare di poter essere utile. Troppe le serie televisive di 911 che avevo visto cercando di prevedere ogni possibile criticità ma sicura che le esperienze di anni di Paolo nel pronto soccorso avrebbero aiutato. Io ne ho molto meno ma negli anni sono state utili.

Abbiamo, anzi ha smantellato tutto pezzo dopo pezzo e più procedeva più la superficie sulla quale muoversi era sempre più piccola. Abbiamo suddiviso il lavoro in entrambi i giorni per darci tempo di misurare, verificare la bozza di progetto, preparare i materiali per la ricostruzione e per riposarci. Difficilmente mi sono sentita così stanca in così poco tempo. Nel prossimo fine settimana incominceremo la ricostruzione e rinforzamento della struttura portante. Secondo mio marito tempo permettendo dovremmo riuscire a completare io che prevedo sempre contrattempi credo che per l’isolamento, il posizionamento del pluviale e infine le tegole occorrerà 2-3 fine settimana. Vedremo.

Ora l’unica speranza è che questa settimana non piova. Al momento anche le previsioni meteo fanno ben sperare anche perché se non ci fossero dei teli ora dal soffitto del bagno vedrei un pezzo di cielo. Romantico, no? La cosa buffa, volendone trovare una, è che la tappezzeria sarebbe intonata.

A presto,

Antonella 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 comments

  1. Una prospettiva che mi piace
    Sinceramente mi incuriosisce anche

  2. Wooow si sarebbe romantico ma un poco disagevole forse. Complimenti per la forza e la voglia di fare i lavori in questo periodo. Speriamo non piova

  3. IN estate per me ogni giorno e’ una domenica. Le mie estati sono lunghe e fra poco che rientro al lavoro sara’ difficile abituarsi ai nuovi ritmi

  4. Alla fine siete riusciti a risolvere? Comunque la tappezzerie ovunque dev’essere una prerogativa nordica che pure qui nel Regno Unito ho visto orrori del genere!!!

    1. Non ancora ma prevediamo di terminare il prossimo fine settimana. Immagino le bellissime chicchè che ci saranno anche nel Regno Unito…